Cala la fiducia dei consumatori

Gli ultimi sondaggi delle associazioni dei consumatori, danno quasi tutti gli indici di gradimento in calo rispetto al mese precedente, soprattutto per quanto riguarda la fiducia delle famiglie e delle imprese. Se verso la fine dell’anno scorso si era assistito ad un piccolo miglioramento, quest’anno tende ad essere un ulteriore anno di stagnazione, sempre secondo famiglie ed imprese.

Se da un lato la disoccupazione è diminuita, e sono aumentati i contratti a tempo indeterminato, è anche vero che gli stipendi sono fermi, continua a non esserci mobilità sociale, troppo lavoro nero, contratti atipici e a tempo indeterminato. Inoltre, i nuovi contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti e le nuove norme sul licenziamento economico, fanno si che anche a chi riesce ad ottenere un contratto a tempo indeterminato, vengano negati tutta una serie di servizi finanziari, indispensabili a far ripartire i consumi interni.

Senza questi, la maggior parte delle aziende, tranne quelle che esportano più della metà della loro produzione all’estero, non riescono a ripartire ed a tornare su livelli pre-crisi. Ovviamente la colpa è anche della scarsa competitività delle nostre aziende, e la scarsa propensione di famiglie e imprese a pagare le tasse.

ANALISI E CONSIDERAZIONI

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Come si traduce tutto questo in termini finanziari. Innanzitutto, la scarsa liquidità delle famiglie e delle imprese, fa si che queste tendano sempre più a rivolgersi agli istituti finanziari per reperire nuovi capitali da investire o per coprire i debiti e le perdite. Ma d’altra parte questi sono restii a concedere nuovi prestiti, soprattutto in presenza di contratti atipici o situazioni finanziarie incerte. Questi fattori insieme, generano una spirale negativa di stretta sui consumi, che di fatto blocca l’intera economia.

Una soluzione sarebbe quella, per esempio, di far si che le banche e le finanziarie adattassero i criteri di solvibilità ai nuovi contratti di lavoro, dove purtroppo la sicurezza e la stabilità del posto di lavoro sono solo un lontano ricordo. Questo discorso può essere applicato anche alle aziende, soprattutto per quelle che hanno bisogno di liquidità per investimenti nella ricerca e nell’innovazione tecnologica.

Far si che famiglie ed imprese possano accedere facilmente al credito, farebbe sicuramente riprendere i consumi e salire gli indici di gradimento e fiducia nel futuro di questo paese. Troppo spesso, infatti, molte persone sono costrette, quando riescono, ad accedere al credito attraverso finanziamenti considerati rischiosi per le banche e le finanziarie, e quindi molto costosi, con tassi di interesse altissimi, vicino ai limiti dell’usura.

Purtroppo, in questo paese spesso, chi ha meno bisogno di liquidità riesce ad ottenerla facilmente e a tassi bassissimi, mentre chi ne ha davvero bisogno o non riesce, o lo fa con costi decisamente troppo alti. Adeguare il mercato finanziario e la predisposizione delle banche, a prestare soldi ad un costo adeguato a chi ne ha bisogno, e a chi ne necessità, per investire correttamente nel suo futuro ed in quello della sua impresa, sarebbe una scelta molto saggia, che potrebbe fare da volano per tutta l’economia del paese.